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(07/05/2008 - 23:45)

Associazioni-Invisible Music-top 100

di Solid

  

 

(20/04/2008 - 21:48)

"DIPENDENZA DA WEB"

di Solid


Nel febbraio dello scorso anno forse non avrei mai pensato di scrivere questo post,ma,si sà le abitudini cambiano e determinano comportamenti che non avremmo immaginato possibili.

Avete mai pensato di privarvi del vostro vissuto quotidiano? Soffermatevi a pensare un secondo....a volte una condizione di privazione può essere il mezzo con il quale rendere palese qualsiasi forma di dipendenza. Potremmo dedicarci quindi a una passeggiata in alta quota,tra boschi o valli per constatare quanto ad esempio il televisore possa essere diventato un elemento insostituibile della nostra giornata tipo.

Immaginatevi al calar della sera in una baita di montagna lontano dalla civiltà e dalla pazza folla. Già vi vedo e mi vedo a fissare le pareti della camera o forse (trattandosi di una baita) le travi di legno di un soffitto,mentre nella nostra testa scorre un flusso costante di immagini che continua ad alimentare la nostra psiche costituite da programmi della serie il grande fratello,l'isola dei famosi,buona domenica,ovvero tutto il trash minuto per minuto,come se tutto ciò sia "ASSOLUTAMENTE INDISPENSABILE". Sappiamo che di fatto  questa è una sindrome dei nostri tempi,forse però ci rendiamo meno conto che il vero problema è il PC il quale entrando nella nostra vita quotidiana ha generato in poco tempo tutta una casisistica di comportamenti ossessivi e compulsivi che prima non esistevano.

Andiamo ad elencarli:

1)Il mouse e il cliccare frenetico su di esso.

2)La listra dei preferiti del browser.

3)La posta elettronica.

4)La messaggistica istantanea.

5)L'uso smodato dei motori di ricerca.

Ebbene tutti questi comportamenti tendono a trasformarsi in una serie di "TIC", gesti in apparenza irresistibili come il mangiarsi le unghie,arrotolarsi i capelli,fumare nervosamente.

Immaginate un individuo spesso inconsapevole che trasforma  il database di un motore di ricerca in una particolare e personale forma di "ESTENSIONE CULTURALE" tenendo la stringa di ricerca Yahoo a portata di mano,in modo tale da poter conversare dimostrando autorevolezza e cultura, qualsiasi sia l'argomento trattato; magari facendo largo uso del cosiddetto "COPIA E INCOLLA" di ampie proporzioni di testo ricavato dalle ricerche effettuate al volo.

Non ce ne rendiamo conto,ma la senzazione è quella che,fino a quando ci si trovi vicino ad un pc, si possa disporre di una veloce risposta a qualsiasi domanda. Anche sul lavoro questa dipendenza si manifesta, sempre più di frequente aumentano quegli atteggiamenti che spingono le persone a cercare informazioni riguardanti se stessi.

Questo meccanismo è stato definito "L'EGO SURFING" che più o meno vuol dire: chissà se qualcuno mi ha nominato da qualche parte!

Accade spesso nei newsgroup,nei blog e nei forum. Soddisfatto il sano o l'insano (fate voi) delirio egoistico si passa a curiosare le esistenze altrui; più cresce l'interattività,più crescono le manie.

Lo sa bene chi vi scrive e tutti i titolari di blog,coloro che frequentano i forum,le chat e anche quelli che intrattengono fitte corrispondenze elettroniche. Uno psicologo con ogni probabilità direbbe che il momento della scrittura rappresenterebbe il momento "fulcro" più stimolante, la "COAZIONE A RIPETERE".

Più semplicemente il tarlo che si genera con il porre domande o con affermazioni polemiche all'interno di quelle piattaforme di social web, che determinano la necessità di controllare anche a distanza di pochi secondi se qualcuno vi abbia replicato per poi ribattere a propria volta.

Si crea in questo modo un loop ossessivo e infinito che non di rado assume toni ben più risentiti e accesi determinati dall'esigenza di avere sempre l'ultima parola,di primeggiare sugli altri,di dimostrarsi insomma il "MIGLIORE" nella pubblica rete, che poi altro non è che trovare quella consolazione al sostanziale silenzio cui si è costretti nella vita reale, quella a volte disperata necessità di non sentirsi tagliati fuori.

Se vi trovaste perciò su di un sentiero di montagna, ai margini del mondo, e vi dovesse sembrare di sentire il suono di nuovi messaggi di posta ricevuti sul vostro palmare rigorosamente spento, cercate di distrarvi magari  improvvisandovi investigatori, cercando le tracce di un improbabile YETI...probabilmente non otterrete risultati apprezzabili ma sicuramente vi divertirete di più!

 

 

 

 

Pare che Google abbia acquisito Doubleclick,ora il dominio pubblicitario sul web è passato prepotentemente all'azienda di Redmond...ma leggiamo cosa si dice della Doubleclick.

DOUBLECLICK: COOKIE & TRUFFA

Attenti a voi drogati del computer! - La Doubleclick vi segue ovunque.

All’inizio dell’anno, l’Avvocato Generale del Michigan, Jennifer Granholm ha dato inizio ad una azione legale contro la DoubleClick, Inc., che gestisce il più grande giro d’affari mondiale della pubblicità su Internet e due siti web di sua proprietà: IAF.net e NetDeals.com.

Granholm afferma che DoubleClick ha violato il Michigan Consumer Protection Act (legge del Michigan per la protezione dei consumatori) ed altre leggi omettendo di avvisare gli utenti che DoubleClick impianta sistematicamente i propri "cookies" - file di sorveglianza elettronica - sugli hard drive dei computer degli utenti senza che questi siano consapevoli né consenzienti.

La DoubleClick procede successivamente alla compilazione di profili personali degli utenti consumatori, potenzialmente collegabili a nome, indirizzo di casa ed indirizzo e-mail della persona ed ha già raccolto 100 milioni di profili personali.

La DoubleClick e l’ufficio dell’avvocatura generale stanno negoziando già da un anno per risolvere la disputa, alcune fonti vicine al caso hanno riportato che le trattative si sarebbero recentemente interrotte.

Il presidnte di DoubleClick, Kevin Ryan ha dichiarato che la sua azienda "non ha mai usato, e mai lo farà, dati rilevanti raccolti online.

Ryan ribadisce che "la politica di DoubleClick è quella di raccogliere informazioni personali identificabili le quali sono fuse con informazioni identificabili non personali al fine di ottenere i profili, solo dopo aver provveduto a fornire chiari avvisi e possibilità di scelta."

La Granholm invece sostiene che "ogni volta che si usa Internet, DoubleClick piazza un codice a barre addosso all’utente - uno user I.D. (ovvero un codice di identificazione) - in modo da poter riconoscere interessi, abitudini e preferenze personali."

"Dato che la DoubleClick impianta segretamente file di sorveglianza aggiuntivi mentre gli utenti navigano in Internet, l’azienda è in grado di aggiungere informazioni personali dettagliate alla sua banca dati", aggiunge l’avvocato.

"Il consumatore medio non ha idea del fatto che i propri movimenti in rete sono spiati, si tratta di qualcosa che va ben oltre l’intercettazione segreta."

I "Cookies" (letteralmente "biscottini" n.d.t.) sono minuscoli file elettronici che vengono abitualmente depositati nel computer degli utenti di Internet al momento in cui si visita un sito web e consentono al sito ospite di riconoscere gli utenti e aggiustare l’offerta di beni e servizi quando quest’ultimo torna nuovamente a visitare il sito.

Un cookie non identifica l’utente per nome - si limita ad etichettare il suo computer con un numero di identificazione (I.D. number).

La DoubleClick non opera sempre direttamente ma spesso compare come terzo in molti siti web, ciononostante essa opera piazzando cookies di sorveglianza aggiuntivi nei computer privati, senza che gli utenti abbiano la minima idea che DoubleClick sia presente sul sito.

La Granholm spiega che "per esempio, un consumatore che visiti il sito del suo rivenditore di vestiti di fiducia, può aspettarsi che quest’ultimo raccolga informazioni sulle sue preferenze, così da adeguarvisi alla sua prossima visita; quello che il consumatore non immagina è che anche un altro elemento, ovvero la DoubleClick, piazza un cookie di sorveglianza nel suo computer privato al fine di rivendere le informazioni raccolte in un profilo ad altri pubblicitari della rete."

Nel novembre 1999, DoubleClick ha acquistato la Abacus Direct Corporation, una azienda che si occupa di compilare, analizzare e rivendere le informazioni personali "identificabili" dei consumatori, quali nome, indirizzo e numeri di telefono, raccolte principalmente da cataloghi di transazioni commerciali.

Il database dell’Abacus contiene dettagliati profili di consumo, relativi a più del 90% delle famiglie statunitensi.

La DoubleClick raccoglie direttamente informazioni personali "identificabili" anche tramite le operazioni delle sue due sussidiarie, IAF.Net e NetDeals.com; l’azienda ha indicato di essere "in grado di associare" tali informazioni personali "identificabili" con i contenuti "non identificabili" dei profili che raccoglie grazie ai cookie di sorveglianza che piazza surrettiziamente nei computer.

Al fine di fronteggiare la crescente preoccupazione pubblica in merito alle sue attività, il 14 febbraio 2000, DoubleClick ha annunciato una nuova "linea di condotta sulla privacy", si tratta della quarta del genere dal 1997, e mantiene tutte le ambiguità delle precedenti rispetto al modo con cui l’azienda si servirà delle informazioni sui consumatori che compila.

Ad una richiesta di chiarimenti, i rappresentanti di DoubleClick rispondono che, assieme ad altri elementi del panorama delle industrie, hanno adottato i principi di auto-regolamentazione della Network Advertising Initiative (Iniziativa Pubblicitaria di Rete), approvati dalla Commissione Federale per il Commercio.

Sulla base di tali principi "i pubblicitari operanti sul network non devono servirsi di informazioni personali identificabili riguardanti dati "delicati" su salute, finanze, comportamento e orientamento sessuale e codici assicurativi", ai fini del mercato delle preferenze telematiche.

È inoltre proibita la fusione di banche dati che contengano informazioni personali identificabili, raccolte senza il consenso dei consumatori.

La Granholm avverte che, "la linea di condotta sulla privacy attuata dalla DoubleClick è trasformista e che i consumatori devono essere estremamente cauti prima di affidarsi alle vaghe promesse dell’azienda.

Oggi la linea di condotta indica una cosa e domani potrebbe indicarne un’altra.

"Non abbiamo certezze sul fatto che le future politiche della Doubleclick non comportino la vendita al miglior offerente di informazioni riguardanti l’uso personale di Internet."

FONTE: KILL&MULTI

Tag: lafonte:Kill

Finalmente pare che il Garante della privacy abbia partorito un interessante provvedimento: da oggi in poi Telecom,Vodafone e H3G sono obbligati a cancellare entro i due mesi informazioni carpite e illeggittimamente conservate negli archivi-server.

I gestori non potranno conservare questi dati nemmeno per ragioni di giustizia,fermo restando che nell'eventualità di un indagine in corso le autorizzazioni a procedere che avrebbe un corpo come la Guardia di Finanza scavalcherebbero le  nuove normative vigenti.

Ci giunge inoltre notizia che non è reato scambiare file "peer to peer",conclusioni alle quali si è arrivati dopo che la procura di Roma avrebbe accolto la richiesta di archiviazione di un procedimento aperto su richiesta di una società. Pare che manchi una legislazione in merito che possa creare una fattispecie penale ad hoc.

Fin qui potremmo anche ritenerci moderatamente soddisfatti per come questi argomenti da sempre spinosi siano stati affrontati dal Garante, ma attenzione non tutto è oro quello che luccica!

Probabilmente vi sono ancora migliaia di persone che pensano che Google sia un innocuo motore di ricerca; certo sarebbe il frutto di una constatazione quanto mai empirica: c'è un indirizzo web,al quale corrisponde una casella di testo,non fà una piega!

In realtà bisognerebbe chiederci se più che fornire informazioni quella casella viceversa le raccolga! L'obbiettivo ormai non più segreto di Google di raccogliere il maggior numero d'informazioni dei sui utenti fino al punto da poter offrire loro dettagliate consulenze e di fatto realtà. Si và verso un superamento di quelle che vengono comunemente definite interrogazioni tramite motori di ricerca, ora la situazione sta radicalmente trasformandosi.

L'obbiettivo reale è quello di elargire consigli personalizzati anche se non richiesti, più subdolamente si tenta di organizzare la "vita" dei propri utenti sfruttando evidentemente quella fitta ragnatela di informazioni acquisite su ciascuno di essi. Insomma qui si tratta di un vero identikit della persona che verrebbe realizzato sulla base di algoritmi sempre più sofisticati che hanno il compito pur in forma anonima di incrociare il maggior numero di informazioni possibili.

Immaginate un futuro molto prossimo dove potreste trovare nella vostra casella di testo consigli su quale film andare a vedere al cinema,dove e come progettare le vostre vacanze,che tipo di percorso professionale in ambito lavorativo sarebbe meglio per voi e quant'altro.

Ora il percorso ci pare molto più chiaro....tutta questa mole di servizi che ci vengono offerti gratuitamente facendoli passare per indispensabili servono a Google per aumentare vertiginosamente la quantità d'informazioni carpita ai navigatori, queste informazioni a loro volta verranno usate per fornire nuovi servizi "gratuti"sempre più confezionati a misura di singolo utente e udite udite, gli ulteriori dati acquisiti confluirebbero nei server del colosso americano e verrebbero archiviati.

Ma tutti questi dati aggiuntivi secondo voi sono usati per fornire nuovi servizi? E no miei cari lettori,non è proprio così....il vero scopo è quello di fornire profili personali più attendibili di utenti agli inserzionisti che vogliano bombardarli con pubblicità ad hoc.

Chi gioca on line ad esempio e dialoga in modo costante con altri giocatori potrebbe essere il bersaglio preferito per lo spot di un nuovo cellulare,chi su Second life navigasse spesso in lande desolate potrebbe essere il bersaglio ideale per le réclame di agenzie turistiche.

Ora francamente tutta questa capacità di fagocitare informazioni a me fa paura,soprattutto se consideriamo tutto ciò in termini di privacy globale,tenendo presente poi che Google in questo senso detiene senza dubbio una posizione di assoluto controllo e predominio.

Recentemente ho letto che persino la Commissione Europea abbia avanzato perplessità chiedendo in via ufficiale al colosso di Mountain View di spiegare il motivo per cui conserva (per ben 2 anni!) gli indirizzi IP dei suoi utenti. Ora la risposta l'abbiamo appena data,  però è lecito domandarsi (se poi lo fa il massimo organismo comunitario è tutto dire!) se non ci si debba preoccupare seriamente di fronte a questo processo inarrestabile di archiviazione di massa più o meno volontario che mai fino ad oggi si era presentato in tutta la sua potenza nel nostro amato pianeta.

Che questa riflessione ci serva da monito per ricordarci che i servizi gratutiti non esistono, al contrario esistono servizi che si pagano..ma con una moneta differente.

(06/12/2007 - 17:39)

IL JAZZ NON E' MAI STATO COSI' BENE.

di Solid


STEFANO DI BATTISTA

"TROUBLE SHOOTIN”  

 

 

 

 

Dopo una parentesi durata circa due anni Stefano torna nuovamente alla ribalta delle scene musicali con un lavoro per l’etichetta Blue Note che rappresenta puro godimento per chi ascolta.

Alla testa di un quintetto di rodati e talentuosi musicisti, Stefano ci presenta un progetto venato da una nostalgia per quella che fu una delle ultime “stagioni” di popolarità della musica jazz.

L’atmosfera soul jazz che pervade tutto l’album è base integrante di tutte le composizioni del cd e riflette forse uno dei periodi più popolari del marchio Blue Note.

Le tre cover che sono contenute nel disco appartengono a tre giganti del genere, come Bobby Timmons,Kenny Burrell e Horace Silver. Proprio il brano di quest’ultimo “The Jody Grind” riletto con notevole efficacia insieme a “Weather Or Not” scritto da Stefano esalta l’interplay fra i due fiatisti.

Molto ricercati sono temi di ballad come, “I Will Love You” e “Under Her Spell”, dove troviamo Stefano al sax soprano duettare con Russell Malone alla chitarra e “Under Her Spell” con uno strepitoso Fabrizio Bosso alla tromba con effetto sordina.
Dove il gruppo nel suo insieme dal meglio di se però è nei brani più ritmati e funky, come il brano che da il titolo al cd “Trouble Shootin’”.

Puntuale, preciso e musicalmente “colorato” l’apporto di Baptiste Trotignon all’organo Hammond 3b. Notevole e ricco di groove il contributo di Russell Malone alla chitarra nei cinque brani dove viene impiegato . Solido il batterista Eric Harland capace di un drumming incisivo senza strafare.

E’ nel collettivo, dicevamo, che questo disco conquista ascolto dopo ascolto, nella capacità di rendere fluido e spontaneo il contenuto musicale senza troppi intellettualismi che troppo spesso ultimamente caratterizzano produzioni italiane e non nel campo della musica jazz.

Non a caso il disco è stato registrato in un solo giorno a Parigi sotto la supervisione del famoso produttore Michael Cuscuna, segno che le intenzioni di partenza erano proprio quelle di realizzare un lavoro il più possibile immediato e spontaneo senza per questo essere scontato o banale.

Riguardo a Stefano e Fabrizio pensiamo ci sia poco da aggiungere : fiumi di parole e lodi si sono spesi nei loro confronti, sono entrati a far parte di diritto nell’olimpo del jazz europeo e non solo dal momento che anche oltreoceano ormai hanno raggiunto una discreta popolarità, a testimonianza che quando c’è talento e quando si semina bene prima o dopo i frutti si raccolgono!

Vorrei concludere con una frase che mai come in questo caso mi pare più appropriata: “Il jazz non è mai stato così bene”…….

 Ed è tutto italiano il merito.

 

(05/12/2007 - 21:39)

GORILLA

di Solid

Una coppia allo Zoo passa davanti alla gabbia di un gorilla maschio......

Paolo- dice la donna - Sapevi che i gorilla sono gli animali più simili all'essere umano in relazione al loro comportamento?

 Guarda, adesso gli mostro una tetta - approfittando che non c'è tanta gente - e di sicuro si ecciterà come un uomo....

 Maria gli mostra una tetta e il gorilla inizia in effetti ad eccitarsi e a muovere le sbarre della gabbia. Vedi! - dice lei - Adesso mi rendo conto del perchè sei così, gli uomini non riescono a controllare i propri istinti, proprio come i gorilla!!!!

Paolo gli dice - adesso mostragli tutte e due le tette, vediamo cosa succede- La donna gli mostra le due tette e il gorilla si eccita ancora di più e diventa

disperato per uscire.

 Paolo aggiunge - Incredibile come reagisce il gorilla, adesso tira su la gonna e mostragli il sedere!!!

La donna tira su la gonna e gli mostra il sedere. A questo punto il gorilla completamente pazzo rompe le sbarre della gabbia, prende la donna,ed inizia prima ad annusarla poi a palparla e poi...... Paolo!!

Cosa faccio!?Aiuto!! - dice la donna......

E Paolo le dice - Adesso spiegagli a questo cazzo di gorilla . . . .... . . ..........

 

 Che siete solo amici .............

Che non hai voglia ............

Che ti fa male la testa ............

Che sei stanca ............

 

 Che ti fa male la gola ............

 Che oggi hai lavorato taaaaaaaaannnto. ..............

Che è un po' tardi ............

Che ti capisca come donna. ...........

..

Che sei depressa ............

Che sei in uno di quei giorni difficili ............

Che hai avuto una settimana difficile ............

 Che ti abbracci solo ............

 

Che sei un po' tesa ............

Che domani devi alzarti presto. .............

 Che oggi ti sei alzata troppo presto ............

 Che hai camminato come una pazza e hai i piedi a pezzi ............

Che oggi ti senti di dare e ricevere solo coccole ............

 

Che sei un po' tesa e vorresti solo un po' di massaggi e relax ............

Che vorresti guardare quel film ............

Che oggi sei andata dal parrucchiere e non ti puoi muovere. ............

Vediamo se capisce . . .. . . . . . . . . . . . . . . . .

(27/11/2007 - 14:53)

TOM WAITS:RUBY'S ARMS

di Solid

                                                       
                                                                   Ruby's Arms Lyrics