,Se ogni pittore potesse avere una propria
galleria dove esporre i suoi quadri,
se ogni musicista disponesse di una sala da
concerto dove potersi esprimere,
se ogni cineasta potesse contare su di un suo
cinema e proporre i propri filmati,
se ogni scrittore avesse la possibilità di gestire
la sua piccola casa editrice e quindi stampare
i propri romanzi...nascerebbe in questo senso
senza intermediari, una cultura ampia e
inarrestabile.
Quattro ragazze tromboniste presentano alla commissione d'esame il brano STARS and STRIPES di SOUSA da vedere assolutamente!

Non mi succede spesso...sono sempre molto cauto nei giudizi, ascolto molto e rifletto sempre prima di esprimere le mie idee, ma per una volta sono ben felice di poter dire che ci troviamo di fronte ad un cd di rara bellezza,di questi tempi poi tutto ciò assume un doppio significato:
1) Di fronte a dischi di qualità come questo bisogna soltanto applaudire.
2) Con un mercato discografico in una fase a dir poco agonizzante questo disco rappresenta un punto di partenza e di arrivo allo stesso tempo. Di arrivo perchè ci piacerebbe che tanta musica fosse di eguale livello,di partenza perchè non bisognerebbe mai sentirsi appagati ma semmai stimolati a creare sempre con maggior impegno e inventiva.
Loro in questo 3 nuovo lavoro musicale dimostrano di avere trovato una via tutta personale e quindi assolutamente originale,e allo stesso tempo saldamente ancorata a tutta una serie di riferimenti musicali che hanno fatto la storia della musica black.
Chi s'imbatte in questo nuovo cd dei 4 HERO sarà premiato ad ogni suo ascolto,loro producono musica di altissimo livello, senza mai ripetersi,cercando sempre nuove sfumature alternando arrangiamenti di gran classe. Le loro influenze sembrano confluire in uno stile che unisce gli stili, dai quali prendere solo i momenti migliori valorizzandoli come poche altre volte mi è capitato di ascoltare.Sento echi di Terry Callier,ma anche John Coltrane,di Donald Byrd ma anche Minnie Riperton, ma mai dico mai si ha la senzazione di benchè minimo plagio,poichè la scrittura musicale risulta fluida,attenta,ispirata,geniale ed immediata.
Potrebbe essere il disco dell'anno se non avessero bruciato le tappe in precedenza più di una decade fà, ragazzi questo è un gran disco!!!
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Io con John Scofield uno dei miei chitarristi jazz preferiti, nel 1993 al Borghetto Flaminio di Roma,quella sera in quartetto con Joe Lovano al sax tenore fu una grande serata di musica.

Ombre che camminano,
che avanzano,
in lande senza confini,
pensieri che si espandono,
come onde di un destino,
ci investono,
e annegano il nostro io,
in un vortice di emozioni,
e di crescendi emotivi,
che creano e distruggono...
l'umana condizione di un popolo vagabondo,
nel pensiero e nell'anima.






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