Finalmente pare che il Garante della privacy abbia partorito un interessante provvedimento: da oggi in poi Telecom,Vodafone e H3G sono obbligati a cancellare entro i due mesi informazioni carpite e illeggittimamente conservate negli archivi-server.
I gestori non potranno conservare questi dati nemmeno per ragioni di giustizia,fermo restando che nell'eventualità di un indagine in corso le autorizzazioni a procedere che avrebbe un corpo come la Guardia di Finanza scavalcherebbero le nuove normative vigenti.
Ci giunge inoltre notizia che non è reato scambiare file "peer to peer",conclusioni alle quali si è arrivati dopo che la procura di Roma avrebbe accolto la richiesta di archiviazione di un procedimento aperto su richiesta di una società. Pare che manchi una legislazione in merito che possa creare una fattispecie penale ad hoc.
Fin qui potremmo anche ritenerci moderatamente soddisfatti per come questi argomenti da sempre spinosi siano stati affrontati dal Garante, ma attenzione non tutto è oro quello che luccica!
Probabilmente vi sono ancora migliaia di persone che pensano che Google sia un innocuo motore di ricerca; certo sarebbe il frutto di una constatazione quanto mai empirica: c'è un indirizzo web,al quale corrisponde una casella di testo,non fà una piega!
In realtà bisognerebbe chiederci se più che fornire informazioni quella casella viceversa le raccolga! L'obbiettivo ormai non più segreto di Google di raccogliere il maggior numero d'informazioni dei sui utenti fino al punto da poter offrire loro dettagliate consulenze e di fatto realtà. Si và verso un superamento di quelle che vengono comunemente definite interrogazioni tramite motori di ricerca, ora la situazione sta radicalmente trasformandosi.
L'obbiettivo reale è quello di elargire consigli personalizzati anche se non richiesti, più subdolamente si tenta di organizzare la "vita" dei propri utenti sfruttando evidentemente quella fitta ragnatela di informazioni acquisite su ciascuno di essi. Insomma qui si tratta di un vero identikit della persona che verrebbe realizzato sulla base di algoritmi sempre più sofisticati che hanno il compito pur in forma anonima di incrociare il maggior numero di informazioni possibili.
Immaginate un futuro molto prossimo dove potreste trovare nella vostra casella di testo consigli su quale film andare a vedere al cinema,dove e come progettare le vostre vacanze,che tipo di percorso professionale in ambito lavorativo sarebbe meglio per voi e quant'altro.
Ora il percorso ci pare molto più chiaro....tutta questa mole di servizi che ci vengono offerti gratuitamente facendoli passare per indispensabili servono a Google per aumentare vertiginosamente la quantità d'informazioni carpita ai navigatori, queste informazioni a loro volta verranno usate per fornire nuovi servizi "gratuti"sempre più confezionati a misura di singolo utente e udite udite, gli ulteriori dati acquisiti confluirebbero nei server del colosso americano e verrebbero archiviati.
Ma tutti questi dati aggiuntivi secondo voi sono usati per fornire nuovi servizi? E no miei cari lettori,non è proprio così....il vero scopo è quello di fornire profili personali più attendibili di utenti agli inserzionisti che vogliano bombardarli con pubblicità ad hoc.
Chi gioca on line ad esempio e dialoga in modo costante con altri giocatori potrebbe essere il bersaglio preferito per lo spot di un nuovo cellulare,chi su Second life navigasse spesso in lande desolate potrebbe essere il bersaglio ideale per le réclame di agenzie turistiche.
Ora francamente tutta questa capacità di fagocitare informazioni a me fa paura,soprattutto se consideriamo tutto ciò in termini di privacy globale,tenendo presente poi che Google in questo senso detiene senza dubbio una posizione di assoluto controllo e predominio.
Recentemente ho letto che persino la Commissione Europea abbia avanzato perplessità chiedendo in via ufficiale al colosso di Mountain View di spiegare il motivo per cui conserva (per ben 2 anni!) gli indirizzi IP dei suoi utenti. Ora la risposta l'abbiamo appena data, però è lecito domandarsi (se poi lo fa il massimo organismo comunitario è tutto dire!) se non ci si debba preoccupare seriamente di fronte a questo processo inarrestabile di archiviazione di massa più o meno volontario che mai fino ad oggi si era presentato in tutta la sua potenza nel nostro amato pianeta.
Che questa riflessione ci serva da monito per ricordarci che i servizi gratutiti non esistono, al contrario esistono servizi che si pagano..ma con una moneta differente.





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