Di seguito un post che trovo illuminante su quello che sta accadendo in questi giorni nel mondo finanziario che badate bene ci riguarda da vicino anche se pensate che non sia così.
Scrive Roberta Lemma libera pensatrice ma autorevole firma indipendente.
Inizia tutto con il fallimento della Lemhan Broters.
Assieme a lei scivolano titoli e infuria il panico: chi affonderà?
Chi trascinerà negli inferi?
Potremmo dire la Unicredit?
Perchè no, potrebbe perire la regione Sicilia, visto che.....Unicredit...
Ma va da sé che a perire saremo noi, i nostri soldi, i nostri risparmi.
Lo Stato tende a proteggere le banche e i loro giochi in borsa per più di un motivo.
Le banche gli danno il liquido per le casse pubbliche, anche se lo emetteranno con notevoli interessi...interessi che badate bene pagheremo noi...
Le banche “ prestano il denaro “ per comprare o mantenere le testate giornalistiche e così via...a coprire ogni cosa...partiti inclusi...
Oppure si cela la volontà d'accoppare Alessandro Profumo, Amministratore delegato della Unicredit...lui uomo di sinistra nel consiglio di amministratore assieme a Salvatore Ligresti...uomo di destra, a braccetto con il Berlusca......Amministratore della SAI, uomo già indagato e processato e per un poco sparito nell'ombra per poi...” ricapitolizzarsi “
Non importa italiani ma sappiatelo, qualche brutto tiro sta per colpirci e allora....svuotate le banche...
Ma veniamo ai dati di fatto:
la posizione assunta dal premier Silvio Berlusconi, che ha rilasciato una dichiarazione diretta alle orecchie degli speculatori (”Non permetteremo attacchi alle nostre banche”) e, subito dopo, una riunione d’urgenza della Consob, l’autorità di controllo del mercato azionario, che, alle 13,30, ha varato un nuovo regolamento sulle cosiddette “vendite allo scoperto” ovvero la pratica, diffusa e (fino a ieri) legale, di vendere i borsa azioni che non si posseggono per poi ricomprarle in seguito a prezzi più bassi. La Consob ha vietato proprio le “vendite allo scoperto”: dalle 14 di mercoledì è diventato proibito vendere azioni che non si possiedono. A quel punto gli speculatori hanno dovuto fare una rapidissima marcia indietro e ricomprare precipitosamente (prima della fine della giornata, questa è la regola) le azioni che fino a pochi minuti prima avevano venduto a piene mani. E questa inversione a “U” gli è costata decine e decine di milioni di euro di perdite. Già, perché sono stati costretti, a causa della decisione della Consob, a comprare azioni Unicredit a 2,80 euro l’una mentre poco prima le avevano vendute a 2,45 circa. Una perdita, all’incirca, di 0,45 centesimi per azione. Considerando che solo mercoledì sono passati di mano 400 milioni di azioni della banca di Profumo si può solo immaginare il livello delle perdite.
L’attacco aveva come obiettivo quello di fare crollare il valore del titolo in modo da, eventualmente, lanciare un’Opa (Offerta Pubblica d’Acquisto) a valori molto bassi. Una strategia al limite della criminalità economica, anche perché a metà mattina è stata diffusa ad arte la voce delle imminenti dimissioni dell’amministratore delegato Alessandro Profumo. Una falsità sulla quale è possibile che venga aperta un’inchiesta (come è successo in Francia) per aggiotaggio. Per il momento, tuttavia, l’attacco degli speculatori senza scrupoli è stato sventato e non dovrebbero essercene altri fino al 31 ottobre. Quando scadrà la validità del regolamento della Consob.
Ritirate, per manifestare contro le speculazioni, i soldi dalle banche.





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