
Un safari nella notte, mi accompagna dolcemente,
un safari della mente, il pensiero che vola, e si posa
lentamente.
Colori ora tenui, ora accesi, ora incandescenti, si stagliano
in un orizzonte dove c'è tutto e niente.
Le onde si muovono, fuochi di artificio
mi appaiono, un battito di ciglia irregolare mi sorprende...
intensamente.
Un gemito, un urlo, in questa calma apparente,
mi desta da un torpore,
da quella quiete che da sempre invoco,
ma che mai trovo, il paesaggio si spezza,
la dimensione di incrina, e con esso il mio equilibrio,
invano cerco di trovare appiglio, e finisco malamente
sul pavimento....
Ogni volta che il mio ricordo torna a solcare quel frammento di giornata, sulla mia bocca si spalma progressivamente un sorriso terapeutico... dunque ero al lavoro, quel giorno con me c'era anche la mia cara collega Marina con la quale ho condiviso oltre 13 anni della mia esperienza lavorativa, quando con fare lesto una uomo intorno ai 45 anni si avvicinò e ci chiese: Sono alla ricerca disperata di un brano che dovrebbe chiamarsi L'INNO AL BUCO, sapreste aiutarmi, mi hanno consigliato di venire da voi poichè sembra che il vostro reparto sia ben assortito. Ho cercato altrove, ma le persone alle quali mi sono rivolto fino adesso, non mi sono state di aiuto, anzi ho avuto l'impressione che pensassero li stessi prendendo in giro. Vi lascio immaginare la scena.... io e la mia collega Marina ci siamo guardati,eravamo rimasti attoniti,sbigottiti, ne avevamo sentite molte di richieste bizzarre in tanti anni ma questa sinceramente sembrava sbaragliarle tutte in un sol colpo! Dopo qualche secondo di smarrimento, cominciammo a porre delle domande al nostro interlocutore....volevamo dei dettagli ulteriori.
Il campo sembrò restringersi nel momento in cui il nostro uomo disse che doveva trattarsi di un brano appartenente al genere classico/lirico; ma nonostante i nostri sforzi, i vari tentativi di risposta andarono a vuoto clamorosamente, quando all'improvviso....il signore ci interruppe e disse: proverò a cantarvi il pezzo... mi domandai perchè avesse aspettato tutto quel tempo, se ricordava il brano avrebbe potuto cantarlo subito senza aspettare oltre... era stonato come una campana, ecco perchè.
Vi lascio immaginare quale espressione assunse il nostro viso nel momento topico della performance canora, nel frattempo si era formata un pò di gente curiosa... quando, tutte e due insieme ambedue entrambi urlammo una risposta liberatoria:"Ma quale INNO al BUCO...lei stà cantando il CORO dal NABUCCO di Giuseppe Verdi" capito? non il BUCO... il NABUCCO ha compreso? Immediatamente dopo scoppiammo in una fragorosa risata, interminabile direi, le persone attorno si stavano godendo lo spettacolo fuori programma che avevamo involontariamente allestito e poco dopo tutti assieme intonammo il VA PENSIERO.....Che ridere ragazzi, una giornata così rimane negli annali...storie di vita lavorativa da incorniciare, ricordi esilaranti che rimangono indelebili con il passare degli anni!
Il rammarico che ho,se penso alle tante "storie" che ho vissuto tipo questa, è quello di non averle riportate su carta, avrei potuto pubblicare un libro pieno di situazioni paradossali,grottesche, se volete surreali, ma soprattutto tanto tanto divertenti.






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