"TROUBLE SHOOTIN”
Dopo una parentesi durata circa due anni Stefano torna nuovamente alla ribalta delle scene musicali con un lavoro per l’etichetta Blue Note che rappresenta puro godimento per chi ascolta.
Alla testa di un quintetto di rodati e talentuosi musicisti, Stefano ci presenta un progetto venato da una nostalgia per quella che fu una delle ultime “stagioni” di popolarità della musica jazz.
L’atmosfera soul jazz che pervade tutto l’album è base integrante di tutte le composizioni del cd e riflette forse uno dei periodi più popolari del marchio Blue Note.
Le tre cover che sono contenute nel disco appartengono a tre giganti del genere, come Bobby Timmons,Kenny Burrell e Horace Silver. Proprio il brano di quest’ultimo “The Jody Grind” riletto con notevole efficacia insieme a “Weather Or Not” scritto da Stefano esalta l’interplay fra i due fiatisti.
Molto ricercati sono temi di ballad come, “I Will Love You” e “Under Her Spell”, dove troviamo Stefano al sax soprano duettare con Russell Malone alla chitarra e “Under Her Spell” con uno strepitoso Fabrizio Bosso alla tromba con effetto sordina.
Dove il gruppo nel suo insieme dal meglio di se però è nei brani più ritmati e funky, come il brano che da il titolo al cd “Trouble Shootin’”.
Puntuale, preciso e musicalmente “colorato” l’apporto di Baptiste Trotignon all’organo Hammond 3b. Notevole e ricco di groove il contributo di Russell Malone alla chitarra nei cinque brani dove viene impiegato . Solido il batterista Eric Harland capace di un drumming incisivo senza strafare.
E’ nel collettivo, dicevamo, che questo disco conquista ascolto dopo ascolto, nella capacità di rendere fluido e spontaneo il contenuto musicale senza troppi intellettualismi che troppo spesso ultimamente caratterizzano produzioni italiane e non nel campo della musica jazz.
Non a caso il disco è stato registrato in un solo giorno a Parigi sotto la supervisione del famoso produttore Michael Cuscuna, segno che le intenzioni di partenza erano proprio quelle di realizzare un lavoro il più possibile immediato e spontaneo senza per questo essere scontato o banale.
Riguardo a Stefano e Fabrizio pensiamo ci sia poco da aggiungere : fiumi di parole e lodi si sono spesi nei loro confronti, sono entrati a far parte di diritto nell’olimpo del jazz europeo e non solo dal momento che anche oltreoceano ormai hanno raggiunto una discreta popolarità, a testimonianza che quando c’è talento e quando si semina bene prima o dopo i frutti si raccolgono!
Vorrei concludere con una frase che mai come in questo caso mi pare più appropriata: “Il jazz non è mai stato così bene”…….
Ed è tutto italiano il merito.







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