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Marzo 2007

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Segnali di fumo penetrano nel web e, ci avvertono che pericoli di varia natura incombono sul nostro futuro. E' particolarmente attuale l'argomento videoludico, nello specifico sembra ormai palese cercare di attribuire ai videogiochi l'unico problema dei mali insiti nella nostra società.

Una gran parte dell'opinione pubblica sostiene la tesi di eminenti psicologi, per la quale si ritiene il videogioco una potenziale minaccia alla psiche della persona e quindi, per la società nel suo complesso.

Varie ricerche sostenute a conferma della tesi dimostrerebbero la pericolosità del medium videoludico, che sarebbe in grado di incrementare la possibilità della componente aggressiva insita alla base della psiche umana.

Il pensiero esternato da codeste persone non sembra neanche essere minimamente scalfito da quelle posizioni che dimostrerebbero (statistiche alla mano), come i crimini giovanili siano in costante diminuzione in quelle società più progredite nel settore tecnologico.

La rimanente parte dell'opinione pubblica, viceversa, vede nel videogioco una "via pedagogica", cioè un possibile percorso per aiutare i giovani a comprendere meglio e essere preparati ad affrontare quelle sfide che la società contemporanea nel suo complesso rappresenta.

Purtroppo questa tesi è tuttora poco evidenziata, larga risonanza invece viene data da tutti quegli organi d'informazione (stampa generalista al 1 posto) che vede nel videogioco un arma subdola,nefasta e pericolosa.

A mio avviso questa tesi che sostiene basarsi su studi ben precisi, è meno solida di quanto si voglia far credere, sta di fatto,che in Italia è stata sposata in pieno dai politici di ogni schieramento. Il ministro dell'istruzione Fioroni ha intavolato una guerra ideologica sull'argomento invocando leggi restrittive sul consumo e sulla distribuzione dei videogiochi. Altri personaggi da Frattini a Mastella, sembrano gradire una simile tesi dimostrando tutti una notevole ignoranza in tema videoludico.

Ora partendo dalla possibilità di regolare e in casi "estremi" proibire la vendita di videogiochi ai minori se destinati ad un pubblico adulto, non capisco invece perchè rimanga radicata in talune persone l'idea che il videogioco sia una forma di intrattenimento solo per bambini, quando ormai appare chiaro a noi tutti che il fenomeno ha assunto posizioni più che mai stratificate con livelli di fruizione decisamente eterogenei.

Ho l'impressione che questa preoccupazione nei confronti del medium videoludico,celi in realtà un evidente incapacità di saper affrontare la questione in modo maturo. Viceversa dovremmo metterci attorno ad un tavolo con tutte le parti coinvolte e dialogare in maniera civile e intelligente. La mia opinione personale è che solo così potremmo intraprendere quel giusto percorso che ci porti a comprendere la complessa realtà dei videogiochi oggi.

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