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Agosto 2007

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Sono bastati dieci mesi a Google per trasformare YouTube. Anche l'ultimo tassello del puzzle è ormai al suo posto ed ecco che il portale di videosharing che ha fatto storia comincia a trasformarsi in oro e dollari, con la pubblicità ovviamente.

L'operazione però è delicata: come trasformare YouTube in una macchina per soldi senza intaccare l'esperienza di fruizione degli utenti? Dopo dieci mesi Google ha trovato la soluzione per salvare capra e cavoli, ma sarà davvero così?

La soluzione viene descritta così dal New York Times:

Gli ads, che appaiono a quindici secondi dlal'inizio del video, prendono il formato di una banda trasparente (la trasparenza è all'80% come spiega Mashable) sul fondo dello schermo non diversa dagli overlay che ci vengono mostrati durante i programi televisivi.
L'utente può ignorare la pubblicità in sovraimpressione che scomparirà dopo 10 secondi oppure chiuderla. Ma se l'utente ci clicca sopra il video che stava guardando si interrompe e inizia una nuova clip. Quando questa clip pubblicitaria è finita oppure se l'utente la chiude, il video originale ricomincia dal momento in cui si era interrotto.

Esempio pratico.

Da questa descrizione sembra un metodo poco invasivo e rispettoso dell'esperienza dell'utente; ad essere invasiva piuttosto è la pubblicità in sé. Sappiamo però che senza la pubblicità non rimarrebbe molto del Web per come esso è strutturato.

La domanda riguarda piuttosto l'atteggiamento di Google rispetto ai video generati dagli utenti: anche questi saranno corredati di pubblicità? Risponde Eileen Naughton, direttore delle media platform di Google: al momento le pubblicità saranno ospitate solo nei video prodotti dai partner di Google, quel migliaio di società che hanno dato i propri video in licenza a YouTube.

Sarebbe infatti fuori luogo inserire la pubblicità di un'auto nel video dell'utente X che fa di quell'auto un uso improprio, del genere don't try this at home: impossibile garantire agli investitori che gli incontrollabili (o forse sarebbe meglio dire i finora incontrollati) video degli utenti rispecchino il messaggio che si vuole veicolare con la pubblicità. Peggio ancora se il video in questione non dovesse rispettare il diritto d'autore, infrazione che Google sta cercando di mettere sotto controllo.

FONTE: BLOGOSFERE il network di blog professionali d'informazione.


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